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I.1.9 Pompeii. Thermopolium. Linked to I.1.8. Excavated 1872.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. ID Plate on end pilaster of insula.
Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. ID Plate on end pilaster of insula. Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.2 Pompeii, on left. September 2010. Looking east along Vicolo del Conciapelle, with the north (side) wall of  I.1.9, on right. Photo courtesy of Drew Baker.

I.2 Pompeii, on left. September 2010. Looking east along Vicolo del Conciapelle, with the north (side) wall of I.1.9, on right.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

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I.1.9-6 Pompeii. 1936, taken by Tatiana Warscher. Looking south from north-west corner of insula, along east side of Via Stabiana. See Warscher T., 1936. Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1, I.5.(no.14),  Rome: DAIR, whose copyright it remains.

I.1.9-6 Pompeii. 1936, taken by Tatiana Warscher.

Looking south from north-west corner of insula, along east side of Via Stabiana.

See Warscher T., 1936. Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1, I.5. (no.14), Rome: DAIR, whose copyright it remains.

  

I.1.9 Pompeii. September 2010. Entrance doorway, looking east from Via Stabiana.
Photo courtesy of Drew Baker.

According to Warscher, quoting Mau in Bull.Inst 1875, p.30, I.1.6-9: “Segue un altro albergo, molto simile a questo descritto.  Qui pure è interrotto il marciapiede per lasciar entrare i legni. L’entrata era chiuse mediante una porta a quattro partiti, congiunti a due adue, come si conosce dai quattro buchi per i chiavistelli. Qui pure si entra prima in un compreso che ha le dimensioni d’una bottega grande con una dietrobottega e posteriormente si apre sopra una grande corte, lungo il cui muro di fondo qui pure si stende la stalla, larga 13,30, profonda 2,47 con una finestra sul vico settentrionale e due porte, una all’estremità meridionale, l’altra poco distante da quella settentrionale. 
Presso a quest’ultima una parte della corte è selciata.  Lungo il muro N vi sono due camere con finestre sul medesimo vico, e prossimo alla stalla il cesso. Si vede anche il cesso del piano superiore e i tubi di mattone d’un terzo, che stava ancora più in alto.  
Nell’angolo NO vi sono I primi gradini d’una scala, la cui parte superiore sarà stata di legno, in quello SO l’apertura della cisterna, e accanto nella stessa massa di materiale una vasca lunga stretta e bassa, come quella sudescritta nella casa adiacente. Qui la vediamo frapposto fra la cisterna ed il muro di O, il che esclude categoricamente l’aver essa servito d’abbeveratoio. Dalla parte più bassa di essa, aperta come nella casa sudescritta, l’acqua colava in un’altra vasca larga 1,02 x 1,54, di cui un lato viene formato dalla suddetta massa di fabbrica, uno dal muro occidentale, i due rimanenti da appositi muricciuoli.  Essa ha al fondo uno scolo verso N, che dà in un vaso ossia tubo di mattone, incastrato nel suolo.Nella parete vi era la pittura dei Lari, di cui sono rimasti soltanto i serpi.A destra dell’ingresso per i legni sta un locale come una bottega. 
L’essere esso congiunto mediante una porta con quel primo compreso, ove entravano i legni, ci lascia supporre, aver esso servito di caupona per i vetturini”.
See Warscher T., 1935. Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1/I.5. Rome: DAIR. (no.14)
(for a translation see, I.1.6).

I.1.9 Pompeii. September 2010. Entrance doorway, looking east from Via Stabiana.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

According to Warscher, quoting Mau in Bull. Inst 1875, p.30,

I.1.6-9: “Segue un altro albergo, molto simile a questo descritto.  Qui pure è interrotto il marciapiede per lasciar entrare i legni.

L’entrata era chiuse mediante una porta a quattro partiti, congiunti a due adue, come si conosce dai quattro buchi per i chiavistelli.

Qui pure si entra prima in un compreso che ha le dimensioni d’una bottega grande con una dietrobottega e posteriormente si apre sopra una grande corte, lungo il cui muro di fondo qui pure si stende la stalla, larga 13,30, profonda 2,47 con una finestra sul vico settentrionale e due porte, una all’estremità meridionale, l’altra poco distante da quella settentrionale.

Presso a quest’ultima una parte della corte è selciata. 

Lungo il muro N vi sono due camere con finestre sul medesimo vico, e prossimo alla stalla il cesso.

Si vede anche il cesso del piano superiore e i tubi di mattone d’un terzo, che stava ancora più in alto. 

Nell’angolo NO vi sono I primi gradini d’una scala, la cui parte superiore sarà stata di legno, in quello SO l’apertura della cisterna, e accanto nella stessa massa di materiale una vasca lunga stretta e bassa, come quella sudescritta nella casa adiacente.

Qui la vediamo frapposto fra la cisterna ed il muro di O, il che esclude categoricamente l’aver essa servito d’abbeveratoio.

Dalla parte più bassa di essa, aperta come nella casa sudescritta, l’acqua colava in un’altra vasca larga 1,02 x 1,54, di cui un lato viene formato dalla suddetta massa di fabbrica, uno dal muro occidentale, i due rimanenti da appositi muricciuoli. 

Essa ha al fondo uno scolo verso N, che dà in un vaso ossia tubo di mattone, incastrato nel suolo.

Nella parete vi era la pittura dei Lari, di cui sono rimasti soltanto i serpi.

A destra dell’ingresso per i legni sta un locale come una bottega.

L’essere esso congiunto mediante una porta con quel primo compreso, ove entravano i legni, ci lascia supporre, aver esso servito di caupona per i vetturini”.

See Warscher T., 1935. Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1/I.5. (no.14), Rome: DAIR, whose copyright it remains.

(for a translation see, I.1.6).

 

I.1.9 Pompeii. September 2005.  Entrance.

I.1.9 Pompeii. September 2005. Entrance.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking east across bar-room towards doorway to rear room. Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking east across bar room towards doorway to rear room.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.1.9 Pompeii. September 2005.  Looking east to rear room.  In front, remains of two-sided counter with hearth and built-in Dolium.

I.1.9 Pompeii. September 2005.  Looking east to rear room.

In front, remains of two-sided counter with hearth and built-in dolium.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking west from rear room, towards bar-room and Via Stabiana. Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking west from rear room, towards bar room and Via Stabiana.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking west across bar-room towards rear of counter. Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. Looking west across bar room towards rear of counter.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. Doorway in south wall of bar-room, leading to I.1.8. Looking south. Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. Doorway in south wall of bar room, leading to I.1.8. Looking south.

Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.1.9 Pompeii. September 2010. Detail front of counter, looking west towards Via Stabiana. Photo courtesy of Drew Baker.

I.1.9 Pompeii. September 2010. Detail front of counter, looking west towards Via Stabiana

Photo courtesy of Drew Baker.

 

I.1.9 Pompeii. December 2006. Looking south across rear of I.1.9 to Stabian Gate.

I.1.9 Pompeii. December 2006. Looking south across rear of I.1.9 towards Stabian Gate.

 

1.1.9 Pompeii. 1959. Looking east towards Via Stabiana, with I.1.9 in the centre of the photo. On the left of it is the Vicolo del Conciapelle. Photo by Stanley A. Jashemski.
Source: The Wilhelmina and Stanley A. Jashemski archive in the University of Maryland Library, Special Collections (See collection page) and made available under the Creative Commons Attribution-Non Commercial License v.4. See Licence and use details.
J59f0275

1.1.9 Pompeii. 1959. Looking east towards Via Stabiana, with I.1.9 in the centre of the photo.

On the left of it is the Vicolo del Conciapelle. Photo by Stanley A. Jashemski.

Source: The Wilhelmina and Stanley A. Jashemski archive in the University of Maryland Library, Special Collections (See collection page) and made available under the Creative Commons Attribution-Non-Commercial License v.4. See Licence and use details.

J59f0275

 

I.2, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking east.   North side of I.1.9,on right.

I.2, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking east.   North side of I.1.9, on right.

 

I.1.8 and I.1.9, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking west.   I.2, on right.

I.1.8 and I.1.9, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking west.   I.2, on right.

 

I.2, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking east.  North side of I.1.9, on right.

I.2, on left, Pompeii. September 2005.  Vicolo del Conciapelle looking east.  North side of I.1.9, on right.

 

In Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1/I.5, (the copy at DAIR), Warscher included Viola’s description of the insula, from

Gli scavi di Pompei dal 1873 al 1878, introduzione (Pompei e la regione sotterrata dal Vesuvio nell’anno 1879, Napoli, 1879).

This is included at the end in all parts of I.1 on the website.

 

“Parlando dell’Insula I, Regio I – dicevo che in origine essa dovette essere unita all’isola V, la quale ha ricevuto questo numero sol perchè scavata posteriormente alle altre quattro della stessa regione.  La causa per cui questo spazio fu per mezzo di un vico diviso in due parti noi la ignoriamo, laddove non si può porre in dubbio che tutta questa seconda parte dovette appartenere a un solo proprietario, perchè quasi tutta occupata da un solo edifizio; che le altre due ristrettissima località furono ricavate posteriormente.

 

La sua area è di m.q. 1595-72: ed è limitata a settentrione dalla via tertia, che la separa dalla isola 2, ad oriente ed occidente da due vicoli privi di selciato, e a mezzogiorno dell’agger che fiancheggia le mura; senza dubbio essa faceva parte de’quartieri ignobili della citt à, almeno per quanto può congettarsi dal mestiere che vi si esercitasse e della rozzezza della costruzione.  Anche quivi avvennero frequenti trasformazioni, come affermano gli avanzi di costruzioni appartenenti a diverse epoche.

 

Come si vede dalla prefazione del prof. Viola – fu un malintese con la numerazione delle insulae della Regio I: non si aspettava che vi fosse un vicolo che separa l’insula I dell’insula vicina, e a questa altra fu dato il numero 5 – poichè i numeri 2, 3 e 4 sono stati dati alle insulae scavate prima.  Ma io sono dell’opinione che sia meglio non cambiare I numeri una volta dati, poichè sarebbe troppo difficile di orientarsi nei rendiconti contemporanei agli scavi.

 

Il vicolo che separa l’insula I della insula 5 – dà l’impressione di un passaggio stretto, nessuna porta, nessuna finestra non danno in questo vicolo.

 

La mia fotografia è molto tipica per l’insula intiera: muri di tufo o di pietra di Sarno completati nell’epoca tardiva di mattoni; non è possibile di seguire I cambiamenti che avevano luogo nell’insula in questione.  Noi abbiamo, come si vede tre case con thermopolia, cauponae per la gente povera.

 

Non è rimasta niente della pittura murale”.

See Warscher T., 1935. Codex Topographicus Pompeianus: Regio I.1/I.5. Rome: DAIR.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 22-Oct-2018 14:43