PompeiiinPictures

Tomba e Villa in località Cimitero di Pompei.

Excavated 1933.

 

Bibliography

De Caro, S., 1983. Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, Boll. Assoc. Amici di Pompei I, 1983, pp. 41-48.

Della Corte, M., 1936. Notizie degli Scavi di Antichità, 1936, p. 352.

Soricelli G. L., 2002. Divisioni agrarie romane e occupazione del territorio nella piana Nocerina-Sarnese in AGER CAMPANUS, Tav. VIII, p. 123-9.

Stefani, G., 1998. Pompei oltre la vita: Nuove testimonianze dalle necropoli. SAP Exhibition Catalogue, p. 112.

Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, pp. 159-161.

 

Tomba e villa in località Cimitero di Pompei. Numero 5 del piano di localizzazione 2002 di Gian Luca Soricelli.
Number 5 on 2002 location plan by Gian Luca Soricelli.
See Soricelli G. L., 2002. Divisioni agrarie romane e occupazione del territorio nella piana Nocerina-Sarnese in AGER CAMPANUS, Tav. VIII, p. 123-9.

Tomba e villa in località Cimitero di Pompei. Numero 5 del piano di localizzazione 2002 di Gian Luca Soricelli.

Number 5 on 2002 location plan by Gian Luca Soricelli.

See Soricelli G. L., 2002. Divisioni agrarie romane e occupazione del territorio nella piana Nocerina-Sarnese in AGER CAMPANUS, Tav. VIII, p. 123-9.

 

Stefano De Caro

 

NOTIZIE DI VECCHI SCAVI

UNA TOMBA ANTICA NEL CIMITERO DI POMPEI

 

Nella seconda metà dell'agosto del 1933, (Note 1) durante i lavori di scavo per le fondazioni del muro perimetrale nord del cimitero di Pompei, gli operai che aprivano la trincea attraverso i livelli di pomici dell'eruzione del 79 d. C. si imbatterono in una tomba antica (fig. 1).

 

Informato dal Podestà, l'allora Direttore degli Scavi, Matteo della Corte, dispose che fosse completata l'esplorazione del piccolo monumento e curò che ne fosse eseguita un'essenziale documentazione grafica e fotografica (fig. 2). Ottenne infine di far spostare la linea del muro del cimitero di quel tanto che consentisse di salvare e proteggere la tomba sotto il tetto del portico (fig. 3). Tali misure di salvaguardia e la sacertà del luogo sono effettivamente valse a preservare il monumento che ci è pervenuto, nonostante la lunga carenza di manutenzione, in discrete condizioni di conservazione. Restato tuttavia pressoché inedito (Note 2) ed ignoto anche agli studiosi che hanno maggior dimestichezza con i monumenti pompeiani per la sua particolare collocazione e l'isolamento dal complesso urbano antico, intendiamo con questa breve nota colmare la lacuna presentandone i dati descrittivi essenziali e la relativa documentazione (fig. 4).

 

Il sepolcro, inquadrabile nel tipo a nicchia, (Note 3) è costituito da un sacello a pianta all'incirca quadrata (lungh. lato frontale = m. 1,61; lungh. parete posteriore = m. 1,58; lungh. pareti laterali = m. 1,48 e 1,50) aperto sul lato anteriore orientale e chiuso sugli altri tre con muri a struttura in opera incerta rivestita di intonaco bianco con cantonali e ammorsature in tufelli raccogliticci di tufo giallo, lava, schegge di laterizio.

 

A circa m. 0,80 di spiccato dal piano di campagna antico, i muretti laterali si ispessiscono formando quasi una fascia di architrave alta m. 0,23 che corre, sporgendo di cm. 2, tutt'intorno al monumentino. Su questa fascia poggia la copertura (h. max. = m. 1,18), a doppio spiovente, costituita da lastre di terracotta (tegole) ricoperte di rozzo intonaco, leggermente sporgenti fuori della verticale delle pareti.

 

Lo spazio interno della tomba è coperto da una voltina a tutto sesto (raggio = m. 0,50) che sulla fronte forma un arco in conci regolari di tufo di Nocera e calcare del Sarno rivestito in antico di fine intonaco bianco, oggi ancora piuttosto ben conservato. L'interno della tomba, il cui piano pavimentale si approfondisce di circa m. 0,35 rispetto al piede delle pareti esterne, presenta, appoggiato alla parete di fondo, un bancone in muratura alto circa m. 0,40 e profondo m. 0,25; due fori circolari su di esso, corrispondenti alle terminazioni di due tubi fittili, indicano, come in altre tombe a Pompei e nel mondo romano, (Note 4) l'apprestamento dei condotti destinati a far giungere le rituali offerte funerarie all'ossuario del defunto murato nel bancone. Le pareti laterali presentano due riseghe, più larga (m. 0,08) quella sulla parete meridionale alta come il bancone di fondo, più stretta (m. 0,03) e col piano più basso e obliquo quella sulla parete settentrionale. Intonacata completamente di fine tectorio bianco, la tomba è ornata all'interno da una sobria decorazione pittorica, tuttora ben leggibile (fig. 5). All'altezza della modanatura esterna d'architrave, quasi a continuarla, è dipinta una fascia architettonica raffigurante blocchi di pietra posti alternatamente di testa e di taglio. I singoli blocchi, di colore bianco come il fondo, sono delineati da listelli esterni in nero bruno e da riquadri interni di anatirosi con linee di contorno di colore rosso; su ogni blocco sono dipinti in giallo e verde motivi decorativi di rosette a punti, a petali lobati, a mazzetto. La fila di blocchi, inserita fra due fasce continue orizzontali, è coronata in alto da una serie di antefisse a palmette a sette petali alternate a doppi triangoli con volute laterali. In basso reca sospesi festoni fissati da nodi di vittae avvolgentisi intorno ad essi. Il motivo decorativo, ancorché modestamente interpretato, si ricollega da un lato ai modi della pittura di II stile per la finta architettura, completa di coronamento e di ghirlande, (Note 5) dall'altro ad un repertorio, quello delle ghirlande e/o festoni, tipico dell'arte funeraria con un continuum che va dal primo ellenismo alla tarda età romana. Citiamo così, a titolo esemplificativo, la decorazione a rilievo della tomba delle Ghirlande fuori Porta Ercolano a Pompei o la decorazione pittorica a ghirlande, tenie e bucrani della camera funeraria scoperta nel 1921 a Napoli durante i lavori della «direttissima» nella zona di via Foria. (Note 6) Rispetto a quest'ultima, datata da un'iscrizione e dalle pitture di tardo II stile all'età augustea, la tomba pompeiana appare comunque più tarda sia per gli ornamenti dipinti sul bugnato sia per il tipo stesso del monumento a nicchia che compare a Pompei solo negli ultimi decenni di vita della città; cronologia questa deducibile anche dall'eccellente stato di conservazione in cui fu rinvenuto il monumento.

 

Al centro dello spazio interno dell'edicola fu rinvenuta una piccola ara da tempo purtroppo scomparsa. Alta m. 0,54, a base quadrata di m. 0,28 di lato, presentava base e cornice sporgenti formate da laterizi. Sulla superficie bianca dell'intonaco di rivestimento era una modesta decorazione pittorica (fig. 6) con motivi di festoni con bende attorcigliate fissate da nodi agli angoli, motivo che, tipico delle are - si ricordino ad esempio le are funerarie con ghirlande a rilievo della tomba delle Ghirlande a Porta Ercolano -, ripete, semplificandolo quello delle pareti del monumento. Al di sopra del festone sul lato anteriore era dipinto un fiore tra due foglie. Al di sotto di esso era una scena di combattimento tra due pigmei armati di cesti, dipinti in monocromo giallo. Il tema del pugilato ed in genere del gioco funerario, di antichissima ascendenza, è qui interpretato in chiave «nilotica» utilizzando i personaggi di quel repertorio che aveva goduto del più grande favore in Campania e in Lazio dalla fine del II sec. a. C. alla fine fine del I sec. a. C. (Note 7)

 

Completano infine il monumento due bassi podi in muratura in opera incerta rivestiti di intonaco bianco grossolano che corrono, prolungando la linea delle pareti dell'edicola, ai lati dell'apertura, a proteggere l'accesso dall'accumularsi della terra e nello stesso tempo con funzione di sedili usati in occasione delle periodiche cerimonie funerarie.

 

Nessuna epigrafe lapidaria corredava purtroppo il piccolo monumento: è tuttavia probabile che un'iscrizione a carboncino, ripetente due volte il cognome CLEMENS sulla parete di fondo, indichi per la sua posizione il titolare del sepolcro. (Note 8) Quanto all'altro titolo, PARIS, cognome frequente nell'epigrafia pompeiana, (Note 9) graffito sulla parete destra della tomba, si dovrà pensare ad un occasionale visitatore della tomba. Il problema topografico costituito dalla posizione isolata di questo monumento rispetto alle altre necropoli pompeiane è stato ora (dicembre 1983) chiarito dall'esplorazione dell'area a nord del cimitero con il rinvenimento di una nuova villa. Come già era stato verificato per il non lontano sepolcreto degli Arrii (Note 10) siamo anche qui in presenza di una tomba (o di un gruppo di tombe?) prediale relativa alla villa cui era collegata da un sentiero ora intravisto nei primi saggi di esplorazione.

 

Stefano De Caro

 

Nota 1: Il fascicolo d'archivio della Soprintendenza contiene la nota di Della Corte, le relazioni di scavi dell'assistente G. D' A vino, le disposizioni di Maiuri sulle misure di salvaguardia. I nuovi rilievi sono del disegnatore Ciro Vito.

 

Nota 2: Una brevissima notizia del rinvenimento fu data da M. DELLA CORTE in NSc 1936, p. 352.

 

Nota 3: Simile a questo è il piccolo monumento nell'area sepolcrale degli Arrii fuori Porta Ercolano, segnato col numero 41 sulla pianta Eschebach (in H. ESCHEBACH, Die städtebauliche Entwicklung des antiken Pompeji, RM XVIII Ergänzungsheft, Heidelberg 1970): cfr. ora V. KOCKEL, Die Grabbauten vor dem Herkulaner Tor in Pompeji, P. R. von Zabern, Mainz, 1983, p. 180 e ss., tav. 67a-b (infra citato Grabbauten). Altrettanto dicasi delle tombe n. 25 a OS e n. 17 bis a-b OS della Necropoli di Porta Nocera: cfr. S. DE CARO - A. D'AMBROSIO, in Un impegno per Pompei. Fotopiano e documentazione della necropoli fuori Porta Nocera, Touring Club Italiano, Milano 1983, schede relative; infra citato Necropoli.

 

Nota 4: Per l'uso cfr. J. TOYNBEE, Death and Burial in the Roman World, 1971; V. KOCKEL, Grabbauten cit., passim; S. DE CARO - A. D'AMBROSIO, Necropoli cit., passim.

 

Nota 5: cfr. ad es. le pitture del tablino della casa di Obellio Firmo, IX, 10, 1-4, NSc 1911, p. 216 fig. 2.

 

Nota 6: cfr. A. LEVI, Camere sepolcrali scoperte in Napoli durante i lavori della Direttissima Roma - Napoli in MALinc, XXXI, 1926, p. 377 e ss., fig. 8.

 

Nota 7: cfr. AA. VV., Pompei, 1748 - 1980. I tempi della documentazione, Catalogo della Mostra Roma - Napoli 1981, Roma 1981, p. 164.

 

Nota 8: Analogamente erano scritti a carboncino i nomi dei defunti all'interno della tomba dei Flavi a Porta Nocera: cfr. S. DE CARO - A. D' AMBROSIO, Necropoli cit., Tomba 7 OS.

 

Nota 9: cfr. CJL, IV, Indices, p. 775.

 

Nota 10: Per il sepolcreto degli Arrii, cfr. NSc 1929, p. 188 e ss.; cfr. anche M. DELLA CORTE, Case e abitanti di Pompei, Fiorentino, Napoli 3a ed., 1965, p. 113 e nota 3.

 

 

NEWS OF OLD EXCAVATIONS

AN ANCIENT TOMB IN POMPEII CEMETERY

 

In the second half of August 1933, (Note 1) during the excavation work for the foundations of the north perimeter wall of the Pompeii cemetery, the workers who opened the trench through the pumice levels of the eruption of 79 AD. C. came across an ancient tomb (fig. 1).

Informed by the Mayor, the then Director of the Excavations, Matteo della Corte, ordered that the exploration of the small monument be completed and he made sure that essential graphic and photographic documentation was made (fig. 2). Finally, he obtained the line of the cemetery wall to be moved just enough to save and protect the tomb under the roof of the portico (fig. 3). These safeguards and the sacredness of the place have effectively served to preserve the monument that has come down to us, despite the long lack of maintenance, in fair conditions of conservation. However, it has remained almost unpublished (Note 2) and also unknown to scholars who are more familiar with Pompeian monuments due to its particular location and isolation from the ancient urban complex, with this brief note we intend to fill the gap by presenting the essential descriptive data and the related documentation (fig. 4).

The sepulchre, which can be classified in the niche type, (Note 3) consists of a shrine with an approximately square plan (front side length = 1.61 m; rear wall length = 1.58 m; side walls length = 1.48 and 1.50 m) open on the eastern front side and closed on the other three with walls with an opus incerta structure covered with white plaster with cantonals and toothing in yellow tuff, lava and brick splinters.

 

At about 0.80 m. high above the ancient countryside ground level, the side walls thicken forming almost a band of architrave 0.23m high that runs, protruding 2cm, all around the monument. The double sloping roof (h. Max. = 1.18 m) rests on this band, consisting of terracotta slabs (tiles) covered with rough plaster, slightly protruding from the vertical of the walls.

 

The internal space of the tomb is covered by a round arched vault (radius = 0.50 m) which on the front forms an arch in regular ashlars of tuff from Nocera and limestone from Sarno covered in ancient fine white plaster, today still quite well preserved. The interior of the tomb, the floor of which deepens by about m. 0.35 with respect to the foot of the external walls, has, leaning against the back wall, a masonry counter, about 0.40m high and 0.25m deep; two circular holes on it, corresponding to the terminations of two clay pipes, indicate, as in other tombs in Pompeii and in the Roman world, (Note 4) the preparation of the conduits destined to bring the ritual funeral offerings to the ossuary of the deceased walled into the counter. The side walls have two recesses, wider (0.08 m) the one on the southern wall as high as the back counter, narrower (0.03 m) and the lower and oblique one on the northern wall. Completely plastered with fine white covering, the tomb is decorated inside with a sober pictorial decoration, which is still legible (fig. 5). At the height of the external lintel moulding, as if to continue it, an architectural band is painted depicting blocks of stone placed alternately at the head and edge. The single blocks, white as the background, are outlined by external black-brown strips and internal squares of anatirosis with red contour lines; on each block are painted in yellow and green decorative motifs of dot rosettes, with lobed petals, in bunches. The row of blocks, inserted between two horizontal continuous bands, is crowned at the top by a series of palmette antefixes with seven petals alternating with double triangles with lateral scrolls. At the bottom it has suspended festoons fixed by nodes of ribbons wrapping around them. The decorative motif, though modestly interpreted, is linked on the one hand to the modes of painting of II style for fake architecture, complete with crowning and garlands, (Note 5) on the other to a repertoire, that of garlands and/ or festoons, typical of funerary art with a continuum ranging from early Hellenism to late Roman times. Let us cite, by way of example, the relief decoration of the tomb of the Garlands outside Porta Ercolano in Pompeii or the pictorial decoration of garlands, bandages and bucrania of the funerary chamber discovered in 1921 in Naples during the works of the "direttissima" in the area of ​​Via Foria. (Note 6) Compared to the latter, dated by an inscription and paintings of the late II style to the Augustan age, the Pompeian tomb appears however later both for the ornaments painted on the ashlar and for the type of niche monument itself which appears in Pompeii only in the last decades of the city's life; this chronology can also be deduced from the excellent state of conservation in which the monument was found.

 

In the centre of the internal space of the aedicule, a small altar was found that had unfortunately disappeared some time since. 0.54m high, with a square base of 0.28m on the sides, it had a protruding base and frame made of bricks. On the white surface of the covering plaster there was a modest pictorial decoration (fig. 6) with motifs of festoons with twisted bandages fixed by knots at the corners, a motif that, typical of the altars - remember for example the funerary altars with garlands in relief of the tomb of the Ghirlande at Porta Ercolano - it repeats, simplifying that of the walls of the monument. Above the festoon on the front side a flower was painted between two leaves. Below it was a fighting scene between two basket-wielding pygmies, painted in yellow monochrome. The theme of boxing and the funeral game in general, of very ancient ancestry, is interpreted here in a "Nilotic" key using the characters of that repertoire which had enjoyed the greatest favour in Campania and Lazio since the end of the second century. B. C. to the end of the first century. B. C. (Note 7)

 

Finally, the monument is completed by two low masonry podiums in opus incerta covered with coarse white plaster that run, extending the line of the walls of the aedicule, to the sides of the opening, to protect access from the accumulation of the earth and at the same time with function of seats used on the occasion of periodic funeral ceremonies.

 

Unfortunately, no lapidary epigraph accompanied the small monument: it is however probable that a charcoal inscription, repeating the surname CLEMENS twice on the back wall, indicates by its position the holder of the sepulchre. (Note 8) As for the other title, PARIS, a surname frequent in Pompeian epigraphy, (Note 9) graffiti on the right wall of the tomb, we must think of an occasional visitor to the tomb. The topographical problem constituted by the isolated position of this monument with respect to the other Pompeian necropolises has now (December 1983) been clarified by the exploration of the area north of the cemetery with the discovery of a new villa. As had already been verified for the not far away burial ground of the Arrii (Note 10) we are also here in the presence of a tomb (or a group of tombs?) related to the villa to which it was connected by a path now glimpsed in the first exploration trenches.

 

Stefano De Caro

 

Note 1: The archive file of the Superintendency contains Della Corte's note, the excavation reports by the assistant G. D'Avino, Maiuri's provisions on safeguard measures. The new reliefs are by the designer Ciro Vito.

 

Note 2: A very brief news of the discovery was given by M. DELLA CORTE in NSc 1936, p. 352.

 

Note 3: Similar to this is the small monument in the Arrii sepulchral area outside Porta Ercolano, marked with the number 41 on the Eschebach map (in H. ESCHEBACH, Die städtebauliche Entwicklung des antiken Pompeji, RM XVIII Ergänzungsheft, Heidelberg 1970): cf. now V. KOCKEL, Die Grabbauten vor dem Herkulaner Tor in Pompeji, P. R. von Zabern, Mainz, 1983, p. 180 et seq., Pl. 67a-b (Grabbauten cited below). The same is true of tombs n. 25 a OS and n. 17 bis a-b OS of the Necropolis of Porta Nocera: cf. S. DE CARO - A. D'AMBROSIO, in Un impegno per Pompei. Fotopiano e documentazione della necropoli fuori Porta Nocera, Touring Club Italiano, Milano 1983, schede relative; infra citato Necropoli.

 

Note 4: Per l'uso cfr. J. TOYNBEE, Death and Burial in the Roman World, 1971; V. KOCKEL, Grabbauten cit., passim; S. DE CARO - A. D'AMBROSIO, Necropoli cit., passim.

 

Note 5: cfr. ad es. le pitture del tablino della casa di Obellio Firmo, IX, 10, 1-4, NSc 1911, p. 216 fig. 2.

 

Note 6: cfr. A. LEVI, Camere sepolcrali scoperte in Napoli durante i lavori della Direttissima Roma - Napoli in MALinc, XXXI, 1926, p. 377 e ss., fig. 8.

 

Note 7: cfr. AA. VV., Pompei, 1748 - 1980. I tempi della documentazione, Catalogo della Mostra Roma - Napoli 1981, Roma 1981, p. 164.

 

Note 8: Similarly, the names of the deceased inside the tomb of the Flavi in Porta Nocera were written in charcoal: cfr. S. DE CARO - A. D' AMBROSIO, Necropoli cit., Tomba 7 OS.

 

Note 9: cfr. CJL, IV, Indices, p. 775.

 

Note 10: For the burials of the Arrii, cfr. NSc 1929, p. 188 e ss.; cfr. anche M. DELLA CORTE, Case e abitanti di Pompei, Fiorentino, Napoli 3a ed., 1965, p. 113 e nota 3.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. Ubicazione della tomba. Location of the tomb.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 41, fig. 1.

Tomba in località Cimitero di Pompei. Ubicazione della tomba. Location of the tomb.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 41, fig. 1.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. La tomba all'atto del rinvenimento. 
The tomb at the time of the discovery.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 42, fig. 2.

Tomba in località Cimitero di Pompei. La tomba all'atto del rinvenimento.

The tomb at the time of the discovery.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 42, fig. 2.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sistemazione attuale della tomba. 
Current arrangement of the tomb.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 42, fig. 3.

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sistemazione attuale della tomba.

Current arrangement of the tomb.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 42, fig. 3.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. Pianta. Plan.
Prospetto. Frontal prospective.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 43, fig. 4a, 4b.

Tomba in località Cimitero di Pompei. Pianta. Plan.

Prospetto. Frontal prospective.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 43, fig. 4a, 4b.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sezione A-A. Section A-A.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 44, fig. 4c.

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sezione A-A. Section A-A.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 44, fig. 4c.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sviluppo della decorazione pittorica. Expansion of the pictorial decoration.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 46, fig. 5.

Tomba in località Cimitero di Pompei. Sviluppo della decorazione pittorica. Expansion of the pictorial decoration.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 46, fig. 5.

 

Tomba in località Cimitero di Pompei. L'altare funeraria. The funeral altar.
Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 47, fig. 6.

Tomba in località Cimitero di Pompei. L'altare funeraria. The funeral altar.

Vedi/See De Caro, S., Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, 1983, p. 47, fig. 6.

 

 

Grete Stefani

La Tomba in località Cimitero

 

Nel 1933, durante i lavori di scavo per le fondazioni del muro perimetrale nord del Cimitero di Pompei (1), venne alla luce un piccolo monumento funerario isolato, tuttora visibile in una nicchia del muro moderno opportunamente modificato per conservarlo.

 

Il sepolcro, del tipo a nicchia (2), è costituito da un piccolo ambiente voltato, a pianta quadrata, aperto sul lato anteriore e coperto da lastre di terracotta disposte a due spioventi. All'interno la tomba presenta, appoggiato al · 1a parete di fondo, un bancone in muratura dove sono due fori circolari, corrispondenti alle terminazioni di due tubi fittili, in connessione di certo con i sottostanti cinerari murati nel bancone; le pareti sono decorate da motivi dipinti sull'intonaco bianco: una fascia a finti blocchi di pietra ornati da rosette a punti, a petali lobati, a mazzetto, sormontati da una serie di antefisse a palmette alternate a doppi triangoli con volute, mentre al di sotto pendono festoni tenuti da vittae che si avvolgono attorno ad essi.

 

Al centro dell'ambiente era un piccolo altare ora scomparso, anch'esso decorato da motivi dipinti, con festoni, un fiore tra due foglie e una scena di combattimento tra due pigmei armati di cesti, dipinti in monocromo giallo, probabilmente una scena di pugilato interpretata in chiave "nilotica".

 

Davanti al monumento sono due bassi podii in muratura a protezione dell'ingresso e utilizzati come sedili in occasione delle cerimonie funerarie.

 

Due nomi erano scritti, l'uno a carboncino (Clemens), l'altro graffito (Paris) sulle pareti della tomba, priva di epigrafe.

 

È probabile che il sepolcro fosse connesso alla villa rustica rinvenuta recentemente a nord del Cimitero (3), come accade anche in altri casi nel territorio pompeiano.

 

Grete Stefani

 

Note 1: Cfr. M. DELLA CORTE in NSc 1936, p. 352.

Note 2: S. DE CARO, Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, Boll.Assoc.Amici di Pompei I, 1983, pp. 41-48.

Note 3: Su tale villa cfr. IBID., p. 48 e A. VARONE, Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in RivStPomp I, 1987, pp. 159-161

 

Vedi Stefani, G., 1998. Pompei oltre la vita: Nuove testimonianze dalle necropoli. SAP Catalogo della Mostra, p. 112.

 

 

The tomb in the locality of the cemetery

 

In 1933, during the excavation work for the foundations of the northern perimeter wall of the Pompeii Cemetery (Note 1), a small isolated burial monument was unearthed, still visible in a niche of the modern wall appropriately modified to preserve it.

 

The burial, of the niche type (Note 2), consists of a small vaulted room, square in plan, open on the front side and covered with terracotta slabs arranged in two slopes. Inside the tomb, leaning on the back wall, is a masonry counter where there are two circular holes, corresponding to the terminations of two clay pipes, connected with the underlying cinerary urns walled into the counter; the walls are decorated with motifs painted on the white plaster: a band of faux stone blocks decorated with rosettes with dots, with lobed petals, in bunches, topped with a series of antefixes with palmettes alternated with double triangles with scrolls, while below hang festoons held by ribbons that wrap around them.

 

At the centre of the room was a small altar, now disappeared, also decorated with painted motifs, with festoons, a flower between two leaves and a fight scene between two pygmies armed with boxing gloves/baskets, painted in yellow monochrome, probably a boxing scene interpreted in a "Nilotic" key.

 

In front of the monument are two low masonry podiums to protect the entrance and used as seats during funeral ceremonies.

 

Two names were written, one charcoal (Clemens), the other graffiti (Paris) on the walls of the tomb, without an epigraph.

 

It is likely that the tomb was connected to the rustic villa recently found north of the Cemetery (Note 3), as also happens in other cases in the Pompeian territory.

 

Grete Stefani

 


Note 1: See M. M Della Corte in NSc 1936, p. 352.

Note 2: S. De Caro, Notizie di vecchi scavi. Una tomba antica nel cimitero di Pompei, in Pompeii Herculaneum Stabiae, Boll. Assoc. Friends of Pompeii I, 1983, pp. 41-48.

Note 3: On that villa see. IBID., p. 48 and A. VARONE, Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in RivStPomp I, 1987, pp. 159-161


See Stefani, G., 1998. Pompei oltre la vita: Nuove testimonianze dalle necropoli. SAP Exhibition Catalogue, p. 112.

 


Antonio Varone

Comune di Pompei, Via Nolana, area a nord del Cimitero

 

Sono cominciate, nel novembre 1985, le esplorazioni sistematiche dell'area già destinata all'ampliamento del Cimitero di Pompei e rivelatasi invece interessata dall'impianto di una villa rustica di età romana (cfr. S. De Caro, in PHS, r, 1983, p. 325, n.5, e v. pure p. 41 ss.) (fig.21).

 

Tali primi interventi, tesi soprattutto a circoscrivere l'area sulla quale insiste il rudere antico, hanno già portato, mentre sono in corso ancora gli scavi, ad una delimitazione sul lato sud (quello più prossimo al muro di confine del Cimitero) e su quello ovest del perimetro della villa.

 

Questa mostra sin d'ora di essere di dimensioni ragguardevoli, sviluppandosi su una superficie non ancora completamente determinata, ma già al presente del tutto considerevole. Mancano al presente indicazioni precise sui confini dei versanti nord ed est, qui soprattutto in relazione ad una struttura, ancora di non chiara lettura, apparsa in parete in un saggio ai confini dell'area espropriata dal Comune di Pompei e insistente quindi in un terreno di proprietà di privati, non ancora soggetto ad esplorazioni. Di tale struttura (forse pertinente ad un ninfeo posto nel giardino della villa?) non è possibile al momento determinare ancora i collegamenti con il corpo della villa, in relazione al quale essa si pone a NE in posizione notevolmente decentrata.

 

Frammenti di intonaci affrescati, di buona fattura, rinvenuti in zona durante gli scavi, lasciano ben sperare circa l'esistenza di ambienti di una certa eleganza, pur nel contesto di un insediamento preminentemente rurale, come, al di là di ogni indicazione topografica, evidenziarono i solchi agricoli delle colture messi in vista durante i saggi compiuti nel 1983, in un'area adiacente al versante ovest della villa.

 

C'è purtroppo parallelamente da lamentare sin d'ora che l'impianto è attraversato in senso est-ovest da una fascia, larga all'incirca dieci metri, di terreno sconvolto, che gli strati superiori sondati hanno chiaramente evidenziato. Si teme fortemente allora - o, piuttosto, si è sicuri - che tale sconvolgimento, verosimilmente avvenuto intorno al 197 I durante opera di estrazione del lapillo, sia spia di gravi danneggiamenti subiti in quella fascia dalle strutture antiche negli strati inferiori. Di questi allora i numerosi frammenti di intonaco presenti negli strati alti sull'area in quesione verrebbero purtroppo ad essere ulteriore prova.

 

Nel corso dei lavori si è inoltre cominciato, partendo dall'angolo SO, a mettere in luce le prime creste murarie. Al presente si sono già messi a vista i tetti di una serie di ambienti di non grandi dimensioni che ancora conservano in situ alcune delle tegole di copertura lungo la sommità dei muri. In due di questi ambienti ci si è imbattuti nelle cavità lasciate dai travi di sostegno del tetto, che, spezzati dal peso dei proietti vulcanici su essi gravanti, si sono venuti a disporre in posizione pressoché verticale. Tali cavità sono state prontamente riempite col gesso secondo il ben collaudato metodo risalente al Fiorelli, si che al momento dello scavo si potranno recuperare i calchi dei tronconi.

 

Nota interessante, la presenza su molte delle tegole di copertura - aventi dimensioni standard (cm 65 X 45 ca.), argilla rosso mattone con numerose impurità e sezione del terminale laterale a quarto di cerchio – del bollo rettangolare (cm 2,2 X 12,9; h. lettere cm 1,7) (fig. 22):

 

ATTIAE CALLISTE

 

da risolvere preferibilmente in Attiae Calliste(nis), secondo l'attestazione del genitivo di Calliste, quale compare ad es. in CIL VI 9576, 22225, e cfr. pure il dativo Callisteni di CIL VI 14107, 14113 s., 17098, 17410, 19813, 24461, 26285, 27378, 28609, 28687, CIL X 5004 (Venafrum), 5986 (Signia) ecc. Meno probabile appare invece la risoluzione nel gen. Calliste(s), pure attestato, ad es. in CIL VI 10272, 14110, 18301, 34704e, cfr. inoltre i numerosi dativi Calliste quali compaiono ad es. in CIL VI 6193, 14111, 15916, 21061, 25745, 29041, 29315, 33086, 35584. Sembra infatti che in tal caso verosimilmente si sarebbe facilmente evitato il troncamento della desinenza del nome.

 

Sul cognome Calliste si confronti H. SOLIN, Die griechischen Personennamen in Rom. Ein Namenbuch, Berlin-New York 1982, pp. 673-675 e per le attestazioni di esso nell'ambito territoriale si veda CIL x, p. 1070. A Pompei è attestato da CIL IV 3340 in numerose tabulae ceratae (28, 61, 68, 71, 74, 75, 87, 102, 114) e da CIL X 1033 il solo maschile Callistus portato da un liberto della gens Vibria.

 

La Gens Attia (cfr. P. Castren, Ordo Populusque Pompeianus, Roma 1975, p. 140, n. 54) è ben documentata a Pompei (cfr. CIL IV 2953, 3818, 4287, 8805, 8965, 3340/74,93, CIL X 8056/6) dove un suo membro, Sextus Attius Amplus, fu anche candidato all'edilità (cfr. CIL IV 3818 e v. pure 3340/74).

 

In Campania la Gens Attia ancora compare a Stabiae (CIL X 8133), a Puteoli (CIL x 2120-2123 e v. pure 8056/53), a Misenum (CIL x 3386) e a Salernum (CIL X 644); l'iscrizione, su sarcofago, è però probabilmente di provenienza esterna).

 

Alcune tegole con identico bollo, poi, furono già rinvenute proprio a Pompei nel 1949 durante lavori nel tempio dei Lari Publici (inv. nrr. 7857, 7859, 7865, 7868, 7873-7876, 7915) e successivamente nell'area della Regio I (ins. XIII nr. 12: inv. nr. 13833; lato meridionale della via di Castricio tra le inss. XIII e XIV; inv. nr. 15098; ins. xv, nr. 3: inv. nr. 13793) o in siti ora non più determinabili (inv. nrr. 11873, 17337 s.). Ancor prima, inoltre, due altri esemplari erano comparsi a Scafati nello scavo di una villa rustica in contrada Acquavitrara (cfr. DELLA CORTE, in NSc, 1929, p. 377). E pertanto oltremodo probabile che la figulina sia di ambito propriamente locale. I bolli raccogliticci rinvenuti nell'area del santuario dei Lari Pubblici, edificato su preesistenze e con l'apporto di materiale di reimpiego in epoca neroniana e prima del 62 attesterebbero inoltre per la nostra officina una produzione attiva alquanto anteriormente a quell'epoca e verosimilmente riportabile già alla prima età imperiale (sui bolli laterizi pompeiani si cfr. M. STEINBY, La produzione laterizia, in F. Zevi (cur.), Pompei 79. Napoli 1979, 1983, pp.265-271 e particolarmente vedi p.269).

 

Faccio infine notare che saggi parallelamente effettuati nella proprietà immediatamente a sud del Cimitero non hanno evidenziato né solchi di coltivazione, né tantomeno la continuazione della stradina in battuto comparsa tra la villa e la tomba di età romana messa in luce nell'area stessa del Cimitero di Pompei (cfr. De Caro, loc. cit., p. 41 ss.).

 

I lavori appena iniziati da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei fanno parte di un piano di intervento pluriennale programmato per il disseppellimento, il restauro e la valorizzazione dell'importante complesso archeologico suburbano.

 

Antonio Varone

 

Vedi: Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, pp. 159-161.

 

 

Commune of Pompeii, Via Nolana, area to the north of the Cemetery

 

In November 1985, systematic explorations began of the area already destined to the expansion of the Cemetery of Pompeii, but which had instead uncovered the layout of a rustic villa of Roman age (cf. S. De Caro, in PHS, r, 1983, p. 325, n.5, e v. pure p. 41 sqq.) (fig.21).


These first interventions, aimed above all at circumscribing the area on which the ancient ruin stands, have already led, while excavations are still in progress, to a delimitation on the south side (the one closest to the border wall of the Cemetery) and on the west of the villa perimeter.

This already shows it to be of considerable size, covering a surface area not yet completely determined, but already quite considerable at the present time. At present there are no precise indications on the boundaries of the north and east slopes, here above all in relation to a structure, still unclear, appeared on the wall in a trench on the borders of the area expropriated by the Municipality of Pompeii and therefore in privately owned land, not yet subject to exploration. Of this structure (perhaps belonging to a nymphaeum located in the garden of the villa?) it is not possible at the moment to determine the connections with the body of the villa, in relation to which it is located to the NE in a considerably decentralized position.

 

Fragments of frescoed plasters, of good workmanship, found in the area during the excavations, give us hope for the existence of rooms of a certain elegance, even in the context of a pre-eminently rural settlement, as, beyond any topographical indication, they highlighted the agricultural furrows of the crops exposed during the trenches carried out in 1983, in an area adjacent to the west side of the villa.

 

Unfortunately, at the same time, we must complain as of now that the area is crossed in an east-west direction by a strip of rough terrain, about ten meters wide, which the upper layers probed have clearly highlighted. It is then strongly feared - or, rather, it is certain - that this upheaval, probably occurred around 1971 during the extraction of the lapillus, is a sign of serious damage suffered in that belt by the ancient structures in the lower layers. Of these then the numerous fragments of plaster present in the upper layers of the area in question would unfortunately

 

Unfortunately, at the same time, it is regrettable that the plot is crossed in the east-west direction by a strip, about ten meters wide, of disturbed terrain, which the upper strata surveyed have clearly highlighted. It is strongly feared then - or, rather, it is certain - that this upheaval, probably occurring around 1971 during the work of extraction of the lapilli, is a sign of serious damage suffered in that belt by the ancient structures in the lower strata. Of these then the numerous fragments of plaster present in the high layers on the area in question would unfortunately be further evidence.

 

In the course of the works, starting from the SW corner, the first wall crests began to be brought to light. At present the roofs of a series of small rooms have already been exposed which still retain some of the roof tiles along the top of the walls in situ. In two of these environments we came across the cavities left by the supporting beams of the roof, which, broken by the weight of the volcanic projectiles weighing on them, came to arrange themselves in an almost vertical position. These cavities were promptly filled with plaster according to the well-tested method dating back to Fiorelli, so that at the time of the excavation the casts of the sections can be recovered.

 

Interesting is the presence on many of the roofing tiles - having standard dimensions (cm 65 X 45 approx.), brick red clay with numerous impurities and lateral quarter-circle section - of the rectangular stamp (cm 2,2 X 12,9; h. letters cm 1,7) (fig. 22):

 

ATTIAE CALLISTE

 

to be resolved preferably in Attiae Calliste (nis), according to the attestation of the genitive of Calliste, which appears e.g. in CIL VI 9576, 22225, and cf. also the dative Callisteni of CIL VI 14107, 14113 s., 17098, 17410, 19813, 24461, 26285, 27378, 28609, 28687, CIL X 5004 (Venafrum), 5986 (Signia) etc. Less probable is the resolution in gen. Calliste (s), also attested, e.g. in CIL VI 10272, 14110, 18301, 34704e, cf. moreover the numerous Calliste datives which appear e.g. in CIL VI 6193, 14111, 15916, 21061, 25745, 29041, 29315, 33086, 35584. It seems in fact that in this case the truncation of the ending of the name would probably have been easily avoided.

 

On the surname Calliste compare H. SOLIN, Die griechischen Personennamen in Rom. Ein Namenbuch, Berlin-New York 1982, pp. 673-675 and for the claims of it in the territorial area see CIL X, p. 1070. In Pompeii it is attested by CIL IV 3340 in numerous tabulae ceratae (28, 61, 68, 71, 74, 75, 87, 102, 114) and by CIL X 1033 the only male Callistus carried by a freedman of gens Vibria.

 

The Gens Attia (see P. Castren, Ordo Populusque Pompeianus, Rome 1975, p. 140, n. 54) is well documented in Pompeii (see CIL IV 2953, 3818, 4287, 8805, 8965, 3340/74, 93 , CIL X 8056/6) where one of its members, Sextus Attius Amplus, was also a candidate for aedile (cfr. CIL IV 3818 and see also 3340/74).

In Campania the Gens Attia also appears in Stabiae (CIL X 8133), in Puteoli (CIL x 2120-2123 and see also 8056/53), in Misenum (CIL X 3386) and in Salernum (CIL X 644); the inscription, on the sarcophagus, is however probably of external origin).

 

Some tiles with the same stamp, then, were already found in Pompeii in 1949 during works in the temple of the Lari Pubblici (inv. Nr. 7857, 7859, 7865, 7868, 7873-7876, 7915) and subsequently in the area of ​​Regio I (ins. XIII no. 12: inv. no. 13833; southern side of via di Castricio between insulae XIII and XIV; inv. no. 15098; ​​ins. XV, no. 3: inv. no. 13793) or in sites no longer determinable (inv. no. 13873, 17337 ff.). Moreover, even earlier, two other examples had appeared in Scafati in the excavation of a rustic villa in the Acquavitrara district (see DELLA CORTE, in NSc, 1929, p. 377). It is therefore highly probable that the origin is strictly local. The stamps found in the area of the sanctuary of the Lari Pubblici, built on pre-existing buildings and with the contribution of material for reuse in the Neronian period and before 62, would also attest to an active production for our workshop quite prior to that period and probably carried over in the early imperial age (on the Pompeian brick vignettes see M. STEINBY, La produzione laterizia, in F. Zevi (cur.), Pompei 79. Naples 1979, 1983, pp.265-271. and particularly see p.269).

 

Finally, I would like to point out that parallel tests carried out in the property immediately south of the Cemetery did not reveal any furrows of cultivation, nor the continuation of the small road that appeared between the villa and the tomb of the Roman age, which was brought to light in the area of the Pompeii Cemetery itself (cf. De Caro, loc. cit., p. 41 ff.).

 

The work just begun by the Archaeological Superintendence of Pompeii is part of a multi-year plan of intervention planned for the excavation, restoration and enhancement of the important suburban archaeological complex.

 

Antonio Varone

 

See Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, pp. 159-161.

 

 

Pompei. Villa romana in località Cimitero. Rilievo planimetrico a quota del piano di copertura dopo i primi interventi di scavo.
Floor survey at the altitude of the roofing floor after the first excavations.
See Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, p. 160, fig. 21.

 

Pompei. Villa romana in località Cimitero. Rilievo planimetrico a quota del piano di copertura dopo i primi interventi di scavo.

Floor survey at the altitude of the roofing floor after the first excavations.

See Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, p. 160, fig. 21.

 

Fig. 22 Pompei. Via Nolana, località Cimitero. Bollo di tegola con le lettere ATTIAE CALLISTE.
Tile stamp with the letters ATTIAE CALLISTE.
See Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, p. 161, fig. 22.

Fig. 22 Pompei. Via Nolana, località Cimitero. Bollo di tegola con le lettere ATTIAE CALLISTE.

Tile stamp with the letters ATTIAE CALLISTE.

See Varone, A., 1987. Comune di Pompei. Via Nolana, area a nord del Cimitero, in Rivista di Studi Pompeiani I, 1987, p. 161, fig. 22.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 02-Sep-2020 17:35